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Economia sostenibile: cos'è, esempi, perché, come crearla

Autore

Cristian Perinelli

Consulente marketing per Micro-imprese e Startup

Esperto in analisi dei dati, Campagne pubblicitarie Meta e Google, Posizionamento nei Motori di Ricerca e Sviluppo Siti Web

Indice

Cos’è l’economia sostenibile?

L’economia sostenibile è una forma di attività che ha l’obiettivo di tutelare e proteggere l’ambiente e tutte le forme di vita che lo popolano.

Per far si che funzioni, è necessario che ogni ingranaggio della nostra società cooperi, non discostandosi più di tanto dalle regole ambientali imposte.

Ad esempio, se un privato cittadino fa di tutto per attenersi alle regole della raccolta differenziata, le aziende produttrici dovrebbero ridurre la mole degli imballaggi, o utilizzare packaging biodegradabili.

L’economia sostenibile dipende anche dallo sviluppo sostenibile.

Ciò significa, utilizzare le risorse che Madre Natura “ci dona” con parsimonia e intelligenza, in modo da poter garantire alle prossime generazioni “un futuro su questo pianeta”.

Cosa che, evidentemente, abbiamo difficoltà ad attuare.

Nel 2022 abbiamo consumato le risorse disponibili il 28 di luglio e basta vedere questo grafico che mostra l’Earth Overshoot Day dal 1970 al 2021 per comprendere quanto “consumiamo”:

Earth Overshoot Day dal 1970 al 2021

La tabella mostra l’Earth Overshoot Day, cioè il giorno in cui abbiamo consumato tutte le risorse del pianeta.

Da quel giorno in poi, iniziamo ad utilizzare le “scorte di magazzino” (in rosso nella tabella).

Solo nel 2020 abbiamo rallentato tanto da raggiungere i livelli del 2005, a causa della pandemia che ha fermato il consumismo.

Puntare all’economia sostenibile è quindi un dovere

L’idea di adottare un’economia più sostenibile è decisamente molto diffusa, tanto tra gli addetti alla produzione quanto tra i consumatori.

Del resto, date le precarie condizioni di salute del pianeta e il progressivo assottigliamento delle risorse a nostra disposizione, tutti dovremmo ritenere che lo sviluppo dell’economia sostenibile sia fondamentale per la sopravvivenza degli esseri umani.

L’economia sostenibile parte dalle aziende: il codice ambientale

Il codice ambientale, una speciale normativa in vigore all’interno del nostro paese, promuove e spesso impone la scelta di un’economia sostenibile aziendale mediante leggi, multe o incentivi economici.

codice ambientale leggi statali

Nel tempo, molte nazioni hanno adottato modelli comportamentali simili, o volti addirittura alla collaborazione internazionale.

Si è così pensato di tenere sotto costante controllo il livello di emissioni di CO2 delle aziende su scala mondiale, al fine di ridurre in tempi relativamente rapidi i livelli di inquinamento, di tutelare le biodiversità, di migliorare la nostra salute e la nostra aspettativa di vita.

L’economia sostenibile aziendale, mediante una capillare politica di piccoli e grandi investimenti pubblici e privati, ha lo scopo di ottimizzare le produzioni e, conseguentemente, di alzare il PIL nazionale.

Aprirsi all’economia sostenibile significa infatti non inflazionare i beni di utilizzo comune, creare nuovi posti di lavoro e nuove figure professionali, nonché ridisegnare gli equilibri economici del pianeta.

Si tratta di un processo lento, che passa dall’adeguamento degli impianti industriali ai nostri impianti domestici, ma non solo.

Il gioco vale la candela perché, tralasciando l’aspetto ecologico, le aziende potrebbero accorgersi che adeguarsi alle normative dell’economia sostenibile significherebbe ottenere risultati migliori nel mercato globale.

Poiché il mercato e i consumatori sono sempre più attenti al tema della sostenibilità ambientale e sono molti coloro che cercano soluzioni per vivere senza inquinare.

Per ulteriori informazioni sul codice ambientale leggere il Decreto Legislativo 152/2006.

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Esempi di economia sostenibile

Finora, in linea del tutto teorica, abbiamo definito i principi guida dell’economia sostenibile, ma quali sono i criteri di fondo su cui si basa?

Scopriamo la regola delle tre “E”: Ecologia – Economia – Equità

Per quanto riguarda il nostro paese la regola delle “tre E” viene incentivata tramite sgravi fiscali e leggi ben precise, riportate nel link di approfondimento che abbiamo inserito nel precedente paragrafo.

Ecologia

Dovremmo soddisfare i bisogni attuali mantenendo inalterati gli equilibri naturali. Ciò significa produrre e smaltire in maniera da non intaccare gli ecosistemi e da non privare il mondo delle sue preziose risorse.

Equità

Tutti abbiamo diritto a godere del pianeta in buona salute. L’economia sostenibile deve assicurare alle generazioni attuali e future la possibilità di produrre reddito, di lavorare e vivere in condizioni ottimali oltre che di garantire il mantenimento di tutti i diritti umani per ciascun individuo.

Economia

Le eccellenze territoriali e produttive, a patto di non gravare sull’ecologia del luogo, dovranno sempre essere valorizzate e sostenute. Lo scopo dell’economia sostenibile è anche quello di ridistribuire in maniera equa le risorse e le ricchezze tra tutte le popolazioni del pianeta.

Come creare un’economia sostenibile?

Per orientarsi verso l’economia sostenibile è necessario investire nello sviluppo sostenibile, partendo prima di tutto dalle risorse energetiche:

Utilizzando energie rinnovabili

Illustrazione di una lampada animata che si accende da sola inserendo la spina nella presa

I combustibili fossili di uso comune (petrolio, carbone, etc) verranno man mano sostituiti da fonti rinnovabili.

Questo non solo per ridurre l’impatto ambientale sul pianeta, ma anche perché le fonti energetiche rinnovabili saranno sempre presenti in natura, al contrario dei combustibili fossili che tendono all’esaurimento.

Ma quali sono le energie rinnovabili su cui possiamo contare?

Sicuramente l’energia eolica, la solare e l’idrica.

Un loro impiego più consistente ridurrebbe di gran lunga la presenza di Co2 nell’atmosfera e ci permetterebbe anche di risparmiare risorse e denaro.

Le energie rinnovabili sono quindi il primo passo da compiere per creare l’economia sostenibile.

Sviluppando nuove materie prime ecologiche

Un altro elemento da tenere in considerazione quando si parla di economia sostenibile, è l’utilizzo di materie prime ecologiche. Inutile dire che per uno sviluppo sostenibile sarà bene adoperare delle risorse naturali poco inquinanti.

Prendiamo come esempio i detersivi.

Allo stato attuale molti di essi contengono dei tensioattivi, ossia delle particelle chimiche derivanti dalla raffinazione del petrolio.

Lo sviluppo sostenibile prevede che tali elementi vengano sostituiti con molecole naturali ricavate, magari, dalla coltivazione di alcune specie vegetali e come tali non inquinanti: il detergente così ricavato sarà comunque efficace tanto quanto i prodotti tradizionali.

Questo è solo un esempio, ma basta pensare alla plastica e a centinaia di altri materiali inquinanti di uso quotidiano.

Attuando strategie di produzione sostenibile

E’ fondamentale badare all’iter di produzione e riciclo degli oggetti di uso comune.

Non soltanto si farà in modo di impiegare materie prime ecologiche, di lavorare utilizzando impianti alimentati da fonti energetiche rinnovabili e di generare scarti biodegradabili, ma si tenterà di riciclare tutto ciò che si è commercializzato, o di riutilizzare un dato oggetto sin tanto sia possibile.

Alcuni imballaggi in plastica potrebbero essere così sostituiti dal vetro, facilmente lavabile e riutilizzabile per svariati scopi e che, una volta giunto alla fine del suo ciclo vitale, può essere fuso e riutilizzato nella produzione di nuovi oggetti.

Oppure, dalle bioplastiche, che ogni anno diventano più performanti.

Investendo nel riciclo delle risorse

Le aziende potrebbero trovare il modo di ridurre la mole degli imballaggi con cui commercializzano i prodotti e i cittadini di attenersi con scrupolo ai dettami della raccolta differenziata.

Soltanto così riusciremmo a diminuire gli sprechi, risparmiare denaro e liberare spazio nelle discariche.

Qui entriamo nel merito dell’economia circolare, di cui parleremo in un altro articolo, ad ogni modo, è buona regola per l’economia sostenibile includere l’utilizzo di materie prime riciclate e riciclabili.

Perché scegliere l’economia sostenibile?

Non tutti sono favorevoli all’adozione e allo sviluppo dell’economia sostenibile.

I magnati dell’industria devono investire del denaro per adeguare gli impianti produttivi; i cittadini faticano a star dietro alle regole dello smaltimento differenziato dei rifiuti; altri non sono disposti ad abbandonare le vecchie abitudini di consumo; altri ancora non vogliono o non possono spendere di più per acquistare prodotti ecologici.

Ciò significa che il principio di collaborazione viene meno e che l’effettiva diffusione dell’economia sostenibile può avere tempi più lenti del previsto.

Inoltre, le società consumistiche occidentali, sono ormai entrate in una spirale sociale e psicologica che risulta del tutto incompatibile con le idee di riciclo e risparmio.

C’è comunque speranza per il nostro pianeta.

Bisognerebbe infatti, tener conto che adottare un’economia sostenibile significa salvaguardare la natura e con essa i suoi equilibri: flora, fauna, clima e atmosfera torneranno a essere governati da leggi naturali rendendo la nostra vita sulla Terra più piacevole e salutare.

Lo sviluppo dell’economia sostenibile si traduce anche in maggiore possibilità di impiego lavorativo, deve essere visto anche come uno strumento efficiente nella lotta alla povertà.

Un grande vantaggio della sostenibilità è la Salute

Vivere sostenibile e ridurre i livelli di inquinamento del pianeta equivale a proteggere la nostra salute, esporsi meno al rischio di contrarre malattie mortali come il cancro e, in alcuni paesi del mondo, ridurre le probabilità di mettere al mondo bambini già condannati da malattie congenite ancor prima di nascere.

Cambiare le nostre abitudini, per esempio andare a piedi o in bici quando è possibile, vuol dire lottare contro la sedentarietà e orientarsi verso l’abbandono di uno stile di vita che miete ogni anno migliaia di vittime affette da patologie cardiovascolari e obesità.

In sintesi, la salute è un valore aggiunto che possiamo ottenere con uno stile di vita sostenibile, basterebbe davvero poco per vivere meglio e per consegnare alle generazioni future un mondo migliore rispetto a quello in cui viviamo oggi.

Cambiare le fonti di approvvigionamento energetico, utilizzare i mezzi pubblici, ricorrere alla bioedilizia, adeguare gli impianti domestici e industriali, scegliere di acquistare prodotti ecologici certificati, sono perciò dei comportamenti responsabili e parte dell’economia sostenibile.

Sembrerebbe un lungo elenco di regole da adottare e da attuare.

A ben vedere però le cose non stanno proprio così: nel nostro piccolo dovremmo semplicemente correggere qualche abitudine scorretta.

Pensando più in grande, si potrebbero prendere delle misure sovvenzionate in larga parte dallo Stato i cui costi possono essere ammortizzati in breve tempo: si pensi all’installazione di impianti fotovoltaici ad uso domestico.

L’economia sostenibile non è quindi pura utopia, l’inquinamento ambientale, i cambiamenti climatici, il riscaldamento globale, sono realtà che dobbiamo affrontare quanto prima, con serenità e azioni concrete.

FINE

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