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Impatto Ambientale della Carne: Quanto Inquina?

Autore

Cristian Perinelli

Consulente marketing per Micro-imprese e Startup

Esperto in analisi dei dati, Campagne pubblicitarie Meta e Google, Posizionamento nei Motori di Ricerca e Sviluppo Siti Web

Forchetta prende carne nel piatto

Indice

Quanto inquina la carne?

Immagina di mangiare un hamburger con pancetta e formaggio fuso. Probabilmente ti verrà l’acquolina in bocca e non possiamo negare che molti amano il sapore della carne e che difficilmente vorranno farne a meno.

Tuttavia, l’impatto ambientale della carne è devastante per il pianeta.

Numerose ricerche indicano che le persone informate sull’impatto ambientale della carne sono più disposte a ridurne o eliminarne il consumo, ma tu ridurresti la tua attuale dose settimanale di carne?

La Terra non ha mai sostenuto così tanti esseri umani e la nostra espansione agricola minaccia il pianeta. I ricercatori dell’Università di Oxford hanno calcolato che l’ 83% dei terreni agricoli globali viene utilizzato per ottenere prodotti di origine animale, come la carne, mentre l’apporto calorico per l’uomo è solo del 18% e quello proteico del 37%.

Si tratta, quindi, di un utilizzo superficiale inefficiente e poco performante. Ma perché prodotti di origine animale hanno bisogno di così tante risorse?

Le ragioni principali sono due:

  1. Il pascolo dei ruminanti
  2. Le colture per la produzione di mangimi

Ad esempio, il Brasile e gli Stati Uniti sono i maggiori produttori di soia. Questi paesi producono milioni di tonnellate di questo legume all’anno, di cui solo il 7% viene utilizzato per i prodotti alimentari destinati a noi umani.

Circa il 77% dei semi di soia viene infatti utilizzato per la produzione di mangimi destinati all’alimentazione del bestiame allevato per la produzione di carne.

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Impatto Ambientale della Carne: La Deforestazione

Ogni causa ha la sua conseguenza: se servono vasti terreni agricoli, si promuove la deforestazione. La carne è viene indicata come la principale causa di deforestazione mondiale, responsabile del 41% della distruzione delle foreste tropicali.

Per fare un rapido confronto: la produzione di legname e carta sono responsabili del 13% della deforestazione.

deforestazione foresta pluviale

Impatto Ambientale della Carne: La Perdita di biodiversità

La perdita delle foreste pluviali e la perdita della biodiversità, le cui funzioni sono essenziali per la salute umana e planetaria, vanno di pari passo con la deforestazione. È stato stimato che abbiamo perso più di 2/3 delle popolazioni di animali selvatici negli ultimi 40 anni.

I sistemi agroalimentari, tra cui la produzione di carne, sono tutt’altro che sostenibili e stanno causando la distruzione dilagante degli ecosistemi, minacciando la maggior parte delle specie in via di estinzione .

Impatto Ambientale della Carne: Emissione di Gas serra

Mentre gli alberi delle foreste tropicali assorbono anidride carbonica, l’emissione di inquinanti gassosi dovuta all’industria zootecnica, di cui la produzione di carne è in prima linea, continua a crescere.

Attualmente convivono diversi settori responsabili dei cambiamenti climatici e tutti con l’arte di “mirare alla porta accanto”. Ma il settore alimentare contribuisce in modo sostanziale, rappresentando il 20-40% delle emissioni totali di gas serra.

Le carni bovine, ovine e i formaggi sono quelle che si distinguono e si aggiudicano il premio come  principale fonte di emissioni.

Prodotti animali come la carne producono da 10 a 50 volte più gas serra rispetto ai prodotti vegetali. Salvo alcune eccezioni che includono cioccolato, caffè e olio di palma.

Emissioni di co2 di carne e altri alimenti

Come mostrato dal grafico, l’allevamento di bovini è la maggior fonte di emissioni di gas serra.

Le emissioni includono le emissioni del bestiame (ad esempio il metano dalla digestione degli animali), l’uso del suolo, le colture alimentari e la catena di approvvigionamento.

Contrariamente all’opinione comune, il trasporto di alimenti contribuisce in misura minima all’emissione totale di gas inquinanti, se paragonato alla loro produzione. Quindi, oltre ad acquistare prodotti locali, sarebbe più efficiente ridurre il consumo di carne e derivati per ridurre le emissioni globali.

Ridurre l’impatto ambientale della carne: un futuro vegetale e carne in vitro

Per osservare meglio l’impatto ambientale della carne, possiamo immaginare una situazione utopica in cui la popolazione mondiale consuma solo prodotti vegetali: i ricercatori di Oxford hanno calcolato che l’uso dei terreni agricoli potrebbe essere ridotto del 76% un’area equivalente alle dimensioni di Stati Uniti, Cina, Australia e Unione Europea messi insieme.

Inoltre, la riduzione del consumo di carne ridurrebbe notevolmente l’impronta di carbonio del cibo e impedirebbe l’eccessiva produzione di anidride carbonica nei prossimi decenni, contribuendo così alla mitigazione del riscaldamento globale che minaccia l’umanità.

Inoltre, si ridurrebbero altri problemi ambientali, come l’acidificazione del suolo, l’eutrofizzazione ed il consumo spropositato di acqua dolce.

Un’iniziativa promettente è la carne in vitro, prodotta da cellule animali coltivate in laboratorio. Ad esempio, un’azienda israeliana (Future Meat) si aspetta che la sua produzione di hamburger di carne di manzo generi l’ 80% in meno di emissioni di gas serra e utilizzi solo una piccola frazione della terra e dell’acqua dolce utilizzate dalla produzione tradizionale.

Carne in vitro

Parallelamente, l’azienda Quei Vegan Cowboys sta generando latte dall’erba in una fabbrica che imita i processi del corpo dell’animale con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale dei latticini.

I dati scientifici indicano quindi che ridurre il consumo di carne andrebbe a beneficio del pianeta, ma che porterebbe benefici anche sulla salute umana e, soprattutto, per gli animali.

L’eccessiva assunzione di carne aumenta infatti il rischio di malattie, in particolare cardiovascolari, la principale causa di morte in occidente.

Inoltre, gli allevamenti intensivi sono potenziali fabbriche di batteri resistenti agli antibiotici e ai virus zoonotici. Pertanto, se riduciamo il consumo di carne e miglioriamo le condizioni dell’industria zootecnica, potremmo prevenire future pandemie.

Riduciamo il consumo di carne per ridurne l’impatto ambientale

Secondo i dati dell’Organizzazione interprofessionale della carne bovina-Oicb l’Italia è il 4° produttore di carne bovina con il 10,2% dopo Francia 18,4%, Germania 13,9% e Regno Unito 11,6%, ma negli ultimi 10 anni l’Italia ha perso quasi 1/3 della produzione.

Insieme alla produzione è sceso anche il consumo di carne da parte degli italiani, questo a causa di una presa di coscienza riguardo le sue conseguenze ambientali, ma anche etiche: ricordiamo infatti le sofferenze che questi animali provano chiusi all’interno degli allevamenti intensivi, ormai sotto gli occhi di tutti.

Bovini in stalla in cattive condizioni

Si osserva quindi una positiva riduzione del consumo di carne nelle famiglie, ma c’è ancora molta strada da fare per raggiungere un consumo che possa diventare sostenibile.

Alcuni degli ostacoli che impediscono la riduzione del consumo di carne sono culturali, legati alla sua appetibilità, associati alla convinzione che sia essenziale nella nostra dieta e, spesso perché pensiamo che il nostro contributo individuale sia ridicolo quando paragonato su scala mondiale.

Gli esperti raccomandano di informare la popolazione sull’impatto ambientale della carne e di educare sui bisogni nutrizionali di una dieta sana e sostenibile.

Questa nuova conoscenza ti stimola a ridurre il consumo di carne?

A parte i giudizi etici e morali, i dati scientifici sostengono che ridurre il consumo di carne sia l’unico modo sostenibile per soddisfare la crescente domanda di cibo da parte popolazione mondiale, senza causare ulteriori danni al pianeta.

Fonte dell’articolo: TheConversation

FINE

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