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13 Consigli per Attuare una Strategia di Marketing SEO

Autore

Cristian Perinelli

Consulente marketing per Micro-imprese e Startup

Esperto in analisi dei dati, Campagne pubblicitarie Meta e Google, Posizionamento nei Motori di Ricerca e Sviluppo Siti Web

Marketing SEO - una tastiera bianca con un poster con tante scritte sopra

Indice

In questa guida rapida vogliamo offrirti 13 consigli da utilizzare nella tua strategia di marketing SEO.

Questi consigli sono frutto di oltre 15 anni di esperienza, anni in cui i motori di ricerca si sono evoluti migliorando notevolmente i loro algoritmi e, di contro, rendendo sempre più difficile un buon posizionamento dei nostri contenuti.

Sappi che il Posizionamento SEO non è un gioco da ragazzi, soprattutto in questo periodo di costanti aggiornamenti: richiede esperienza, dedizione, e tantissima pazienza, oltre ad analisi approfondite da effettuare con appositi strumenti.

Per comprendere queste difficoltà, dai un’occhiata all’Infografica che mostra la percentuale di click per ogni posizione della prima pagina di Google:

Google statistiche CTR della SERP
Fonte: https://www.sistrix.com/blog/why-almost-everything-you-knew-about-google-CTR-is-no-longer-valid/

Questa infografica mostra come il 28.5% degli utenti clicca sul primo risultato, mentre solo il 2.5% degli utenti clicca sul 10° risultato, il che rende fondamentale puntare alle prime 5 posizioni per ottenere del traffico consistente.

Segmenta gli argomenti per cui vuoi posizionarti nei motori di ricerca (SEO Strategy)

Scrivi in un file excel gli argomenti per i quali vuoi posizionarti nei motori di ricerca:

  • Se hai un blog generalista (tratti molti argomenti) scrivili separatamente, ad esempio “ambiente“, “finanza“, “moda“, “cosmesi“, etc.
  • Se il tuo sito è verticale (tratta un solo argomento) dovresti comunque suddiverli per categorie e sotto-categorie, ad esempio “moda uomo“, “moda donna“, “abbigliamento“, “borse“, “scarpe“, etc.

Più sarai accurato in questa segmentazione, più ampio e preciso sarà il tuo piano editoriale e di conseguenza maggiori saranno le possibilità che la tua strategia di marketing SEO ottenga i risultati desiderati.

Ecco un esempio pratico:

ArgomentoCategoriaSotto-categoria
MarketingSeoConsulenti, Posizionamento, Ottimizzazione
Siti webWordPress, Prestashop, Shopify, Programmazione ..
Social MediaFacebook, Instagram, TikTok, LinkedIn, Influencer ..
Brand identityLoghi, Design, Comunicazione ..
InserzioniFacebook ADS, Google ADS, TikTok ADS ..
Esempio di suddivisione per argomenti, categorie e sotto-categorie

Questo esempio potrebbe contenere decine di categorie e centinaia di sotto-categorie ed è ciò che rende complesso creare una strategia di marketing SEO per siti che trattano moltissimi argomenti differenti.

Se le sotto-categorie sono molte e le stesse possono contenere ulteriori sotto-categorie, puoi usare questo modello:

ArgomentoCategoriaSotto-categoriaSotto-categoria
ModaDonnaAbbigliamentovestiti, gonne, pantaloni ..
Borsea mano, a tracolla, in pelle, ecologiche ..
Scarpebasse, con tacco, stivali, sneakers ..
UomoAbbigliamentopantaloni, t-shirt, cerimonia ..
Esempio di suddivisione per argomenti, categorie, sotto-categorie e ulteriori sotto-categorie

I vestiti sono ovviamente diversi dalle gonne, puoi infatti trovare migliaia di ricerche che includono la keyword “vestiti” e altrettante per la keyword “gonne”.

Ne consegue che la Keyword research della tua strategia di marketing SEO dovrà tenerne conto, analizzando entrambe separatamente.

Lo stesso vale per le “minigonne” e le “gonne lunghe”: è meglio creare contenuti ottimizzati per l’una e per l’altra, separatamente.

Nota: se tratti moltissimi argomenti, ti suggeriamo di usare 1 file excel per ognuno di essi (moda, cosmesi, finanza, marketing, etc), così da rendere la compilazione più semplice.

Effettua un’accurata ricerca della parole chiave (Keyword Research)

La ricerca delle keyword è il primo passo da compiere per creare una strategia di marketing SEO.

Le keyword saranno utili per creare il tuo piano editoriale SEO, senza il quale non potresti definirla una “strategia” 🙂 lungi quindi dal pensare di poter posizionare il tuo sito web nelle prime pagine dei motori di ricerca senza passare per questo step.

Nota: le parole chiave, keyword, o meglio query, sono quelle parole che le persone cercano all’interno del motore di ricerca di Google. Ad esempio: “cibo per cani“, “viscosa“, “crema per la pelle“, “negozi abbigliamento Roma“. Nello specifico, le “keyword” sono quelle che usi per ottimizzare i tuoi contenuti SEO e normalmente corrispondono alle query di ricerca degli utenti, ecco perché pur essendo tecnicamente differenti tra loro, nella maggior parte dei casi sono corrispondendenti.

Sappi che dovrai cercare molte keyword per gli argomenti che vuoi trattare: nell’ordine delle centinaia.

E sappi che dovrai puntare alle Long tail (frasi composte da 3 o più parole) piuttosto che alle keyword secche (1 sola parola): è meglio (e più facile) posizionarsi per “integratore multivitamico palestra” piuttosto che per “integratori“.

Nota: le long tail, soprattutto se hai un ecommerce o fai Affiliate marketing, hanno un tasso di conversione superiore pur portando meno traffico sul sito web. Le cose cambiano per chi fa SEO per guadagnare con la pubblicità (ad esempio con Google AdSense) e quindi ha bisogno di molto traffico in entrata: in tal caso meglio puntare su keyword ad alto Volume di ricerca, anche secche.

Esempio di Google Planner ricerca keyword collegate a "Creme per la pelle"
Idee per “creme per la pelle”

Ad esempio, se vendi o parli di creme per la pelle non puoi limitarti a scrivere un singolo articolo su “creme per la pelle“, ma utilizzando i giusti strumenti (di cui parleremo più giù), vedrai che potrai scrivere singoli articoli per “crema viso antirughe“, “crema idratante viso“, “crema per brufoli“, “crema per cicatrici“, “crema antimacchia“, etc.

Tutte query di ricerca collegate a “crema per la pelle” ma con volumi di ricerca differenti, intenti/bisogni diversi e per i quali puoi (e devi) posizionare contenuti ad-hoc.

Pur potendo scrivere un solo contenuto con tutte queste parole chiave, magari suddivise per paragrafi (h1, h2, h3, etc, di cui parleremo più in basso), sappi che gli articoli “molto lunghi”, salvo rari casi, stanno man mano perdendo di forza nel posizionamento a favore di articoli più brevi, coincisi, e specifici sul singolo argomento.

Ecco perché “crema per brufoli” deve essere una pagina differente rispetto a “crema idratante viso“, così da avere contenuti più specifici e da poter gestire meglio titoli e meta descrizioni (di cui parleremo più in basso).

A questo punto vediamo come effettuare una keyword research tramite l’uso di 3 strumenti gratuiti:

  1. Google Planner
  2. Google Search
  3. AnswerThePublic
Come cercare parole chiave con Google Planner?
Effettuare una keyword research con Google Planner

Premesso che puoi usare questo strumento al 100% del suo potenziale solo se hai campagne pubblicitarie Google ADS attive, senza alcun dubbio è lo strumento n° 1 per la ricerca delle keyword da usare nella tua strategia di marketing SEO, e lo è altrettanto se desideri fare pubblicità su Google.

Nota: a differenza di molti tools online a pagamento, che imparerai a conoscere se scegli di proseguire su questa strada, Google Planner mostra “dati reali” delle ricerche e non supposizioni.

Puoi individuare i volumi di ricerca per ogni parola chiave, ma anche ottenere idee sulle parole chiave da utilizzare. Ad esempio, nel video cerchiamo idee per “abbigliamento donna” e otteniamo moltissime parole chiave collegate come: abiti da cerimonia, vestiti eleganti, etc.

Per ogni parola hai i volumi di ricerca mensili, l’andamento nel corso dei mesi e altri dati, tra cui la concorrenza (alta, media, bassa) – la concorrenza però riguarda le sole campagne ADS e non la SEO.

In alternativa alle parole chiave, puoi inserire il tuo sito web (o il sito web di qualcun’altro, o una qualsiasi pagina web) e in base ai contenuti che hai già pubblicato nel sito, Google Planner ti offrirà una serie di parole chiave adatte al tuo business.

Come cercare parole chiave su Google?
Effettuare una keyword research su Google

Questo è un trucco tanto antico quanto funzionale e, quando non si ha accesso a Google Planner (devi avere campagne Google ADS attive per poterlo usare al 100%), è un ottimo modo per effettuare una prima scrematura delle parole chiave da usare per la tua strategia di marketing SEO.

Per far si che la tua strategia sia efficace anche nel breve termine, dovrai utilizzare parole chiave composte da 3 o 4 parole e per trovarle non farai altro che scrivere le prime due parole chiave generiche (come “abbigliamento donna“) seguite da tutte le lettere della tastiera (1 alla volta), così da vedere le prime 10 frasi più ricercate dagli utenti di Google.

Una volta compreso il suo funzionamento, sarà molto semplice per te sfruttarlo al meglio.

Come cercare parole chiave con AnswerThePublic?
Effettuare una keyword research con AnswerThePublic

L’uso di questo strumento è molto semplice:

  1. Seleziona la lingua e il paese.
  2. Inserisci e cerca la (o le) parole chiave legate al tuo business.
  3. Guarda con attenzione i grafici: i testi con i pallini verde scuro sono quelli più ricercati, viceversa, più i pallini sono chiari meno ricerche vengono effettuate per quella frase.

Guarda altri tools per fare Keyword Research

Nota: Google Planner è l’unico strumento che ti fa vedere gli effettivi i volumi di ricerca delle parole chiave, ed è difficile farne a meno. Se sei agli inizi puoi comunque contare su Google Search e AnswerThePublic, che ti danno un’idea di massima dei volumi di ricerca: il primo ti mostra le prime 10 query (che sono chiaramente le più ricercate), il secondo ti mostra pallini verdi più scuri.

Ora che sai quali argomenti trattare nel tuo piano marketing SEO e come effettuare una keyword research, quello che devi fare per ottimizzare i tempi è creare un piano editoriale di pubblicazione dei contenuti:

Scrivi un piano editoriale SEO

Il piano editorale SEO sarà la tua guida alla pubblicazione, una fonte d’ispirazione e anche un modo per valutare la tua strategia di marketing SEO nel corso dei mesi e degli anni.

Ecco un esempio pratico di piano editoriale SEO (che puoi scaricare più in basso):

Keywordmarketing seo
Volume *1300
Tipologia **Guida
Categoria blog **Formazione
Tag primario **web
Tag secondario **
Titolo13 Consigli per Attuare una Strategia di Marketing SEO
Preso in carico da **Cristian
Note pre-pubblicazione
Data pubblicazione12/08/2022
Note post-pubblicazione
Posizionamento ottenuto ***8 nella prima pagina di google – 4 su bing
* Usa Google Planner per ottenere i volumi di ricerca.
** Nel file puoi modificare questi menu a tendina cliccando nella scheda “Dati degli elenchi”, eliminando quelli presenti e scrivendo i tuoi.
*** Potrai valutare il posizionamento dell’articolo dopo qualche mese dalla sua pubblicazione.

Come vedi, per ogni keyword verrà creata una riga con alcuni dati fondamentali, che ovviamente puoi ampliare.

Ad esempio, inserendo la colonna meta descrizione, o i link di altri siti web che sono posizionati per primi nel motore di ricerca i loro “titoli” e le loro “meta descrizioni”, o lo slug dell’url (consigli-per-attuare-una-strategia-di-marketing-seo), o ancora potresti inserire la programmazione di pubblicazione (la data prevista).

Suggerimenti per la redazione di un piano editoriale:

  1. Parti da una singola keyword e trova tutte le corrispondenze: “marketing seo“, “marketing social“, “marketing wordpress“, “agenzia di marketing“, “marketing e comunicazione“, “green marketing“, etc
  2. Quando hai trovato tutte le keyword rilevanti per marketing e le hai salvate nel piano editoriale insieme al volume di ricerca (se stai usando Google Planner) allora le sistemi nell’excel curando tutti gli altri campi presenti nel file excel (più sotto ti spieghiamo come sistemare i titoli e tutto il resto).
  3. A questo punto passi ad un’altra keyword rilevante, ad esempio SEO, “consulente seo“, “posizionamento seo“, “seo specialist“, etc.

Così facendo, otterrai un file ben organizzato e sarà più semplice per te ritrovare i contenuti, capire cosa integrare, cosa rimuovere, come scrivere i titoli e tanto altro.

In questa fase non badare all’ordine di pubblicazione dei contenuti, poiché quello sarà uno step successivo.

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Cura con attenzione i titoli dei contenuti, le meta descrizioni e i Permalink (Google Snippets)

Durante la compilazione del piano editoriale dovrai sin da subito pensare e scrivere dei titoli e delle meta descrizioni che possano catturare l’attenzione degli utenti e di conseguenza farti “guadagnare più click” rispetto ad altri.

Per farlo, dovrai cercare su Google quella specifica keyword, valutando con attenzione i primi risultati (che non siano annunci pubblicitari, ma organici).

Osserva i titoli, le meta descrizioni, il permalink e l’indice dei contenuti:

Esempio di un articolo posizionato per 1° nella prima pagina di google
Lunghezza massima titolo: 60 caratteri – Lunghezza massima descrizione: 160 caratteri – Lunghezza massima permalink: 75 caratteri

Nota: se non conosci meta title e meta description e non sai come configurarli non ti preoccupare, se stai usando Worpress o altri CMS potrai installare un Plugin SEO che ti aiuterà nella loro configurazione:

Esempio di configurazione di meta title, meta desc, permalink e keyword con un plugin SEO per wordpress
Esempio di configurazione SEO con plugin SEO Rank Math per WordPress

Leggi con attenzione almeno i primi 2 risultati della SERP (l’intero articolo) per capire cosa offrono e poterlo replicare/migliorare nel tuo contenuto: se sono in prima posizione è perché garantiscono le risposte che cercano gli utenti.

Le regole di base sono:
  • Inserisci la keyword nel titolo;
  • Non copiare i titoli di altri (guarda almeno le prime 3 pagine di google per quella determinata keyword);
  • Scrivi titoli che possano catturare la “domanda” e che siano (possibilmente) molto diversi rispetto ad altri già presenti;
  • Ripeti gli stessi suggerimenti anche per la meta descrizione;
  • Inserisci le keyword nel permalink e accorcialo rispetto al titolo (per quanto possibile).

Usa immagini e video di tua proprietà e ottimizzale per la SEO (SEO Images)

Essendo contenuti “nuovi” per il motore di ricerca, immagini e video di tua proprietà si posizioneranno più facilmente nella ricerca, rispetto all’uso di “immagini stock”, o immagini copiate da altri siti web (cosa peraltro rischiosa a livello di copyright).

Immagini e video possono portare molti click e visualizzazioni, essendo disponibili come “categorie di ricerca” sia su Google che su Bing ed essendo sempre più di moda Google Lens per la ricerca delle immagini.

Le regole di base sono:
  • Ottimizza le dimensioni dei file: usa le giuste dimensioni e comprimili per renderli più leggeri;
  • Rinomina i file descrivendo di cosa si tratta: vestito-verde-in-cotone-indossato-da-una-donna.jpg Quando possibile (senza forzature), usa le keyword per cui vuoi posizionarti nel nome del file;
  • Inserisci gli ALT tag (il testo alternativo): Un vestito verde in cotone indossato da una donna in riva al mare. Quando possibile (senza forzature), inserisci le keyword per cui vuoi posizionarti;
  • Inserisci la didascalia: In riva al mare c’è una donna che indossa un vestito verde in coton. Quando possibile (senza forzature), inserisci le keyword per cui vuoi posizionarti;
  • Se il video è parlato, usa le keyword tra le parole: i motori di ricerca sono in grado di ascoltare i video e mostrarli nella ricerca quando pertinenti con le query di ricerca. Approfondisci

Nota: se non sai come impostare ALT tag e didascalie non ti preoccupare, se stai utilizzando un CMS come Worpress e simili ti basterà cliccare sull’immagine per vedere queste opzioni:

Come ottimizzare un'immagine lato SEO

Esempio di codice HTML con immagine ottimizzata SEO:

<figure>
<img src="https://greenmarketing.agency/wp-content/uploads/2022/07/ragazzo-cerca-di-fare-pubblicita-su-facebook-usando-un-tablet.jpg" alt="Ragazzo cerca di fare pubblicità su Facebook usando un tablet" width="1200" height="630">
<figcaption>
<p>Questa è la didascalia dell'immagine, che può corrispondere al tag alt</p>
</figcaption>
</figure>

Crea contenuti per gli utenti, non per i motori di ricerca (Content is King)

Tra gli esperti in marketing SEO si afferma spesso “content in king” e non c’è cosa più vera. E’ inutile ripetere decine di volte la keyword di nostro interesse all’interno dell’articolo, anche se un tempo funzionava.

I motori di ricerca hanno algoritmi in grado di percepire nel migliore dei modi la “Search intent” (l’intento di ricerca) degli utenti.

Il tuo contenuto deve offrire risposte agli utenti e l’obiettivo primario è farlo nel minor tempo possibile (salvo casi come “la formazione”), quindi senza troppi giri di parole.

Per quanto puoi ancora trovare contenuti super-ripetitivi ben posizionati, presto questi faranno spazio a contenuti meno “ottimizzati SEO” e più ottimizzati per “l’esperienza utente”.

Le regole di base sono:
  • Fai in modo che il tuo sito sia veloce, reattivo, facilmente navigabile e leggibile;
  • Rispondi in modo chiaro e coinciso alle domande degli utenti;
  • Non essere ripetitito (soprattutto con le keyword);
  • Non saltare da un’argomento all’altro, ma usa paragrafi ben definiti (h2,h3,h4,h5,h6) come in questo articolo che stai leggendo;
  • Crea l’indice dei contenuti basato sui paragrafi principali (h2,h3) (ti aiuta anche nell’indicizzazione e puoi farlo in automatico tramite plugin se usi un CMS come WordPress);
  • Usa elenchi puntati, tabelle e se necessario una sezione FAQ (domande e risposte sull’argomento);
  • Usa immagini e video che possano trattenere l’utente (aumentare il tempo di permanenza sul sito);
  • Abilita i commenti se pensi di poterli gestire, poiché questi aumentano il tempo di permanenza e sono considerati come delle “interazioni positive”;
  • Cita le fonti, soprattutto quando tratti argomenti delicati o statistici.

Collega tra loro i contenuti più pertinenti (Internal linking)

L’internal linking è parte di una strategia di marketing SEO e il piano editoriale sarà fondamentale per tenerne traccia (nella colonna “note post pubblicazione” o “note pre pubblicazione” del file che hai scaricato sopra).

Man mano che pubblicherai nuovi contenuti, potrai modificare i contenuti già pubblicati nel corso del tempo, inserendo nuovi e opportuni collegamenti interni:

Esempio di internal linking ottimizzato SEO
Esempio di internal linking per un contenuto

Se ad esempio stai scrivendo una guida avanzata alla gestione finanziaria, potresti inserire il link alla guida per principianti a inizio articolo, informando l’utente che se dispone di conoscenze limitate sull’argomento, gli conviene leggere prima la guida per principianti. Viceversa, nella guida per principianti potresti inserire il link alla guida avanzata.

Se stai scrivendo un articolo sul “cibo per cani”, potresti far leggere un tuo approfondimento tecnico a riguardo.

L’internal linking è utile anche per far salire di posizione l’articolo che stai linkando con determinate parole chiave (seppur minimamente).

Ad esempio, se pubblichi un nuovo articolo ottimizzato per le parole chiave “vino bianco italiano” ed hai un articolo ben posizionato che parla di vino rosso, all’interno di questo potresti inserire un link simile a “se apprezzi di più il vino bianco, leggi questo articolo“.

Questa tecnica è utile perché ogni contenuto presente nel web viene valutato da Google e ogni singola pagina dispone di un valore da 1 a 10 denominato “PageRank“. Ulteriori informazioni sul PageRank

Nel tuo sito web, ad esempio, alcune pagine avranno un PageRank di 3 e altre di 6.

I link interni distribuiscono piccole % di PageRank tra i tuoi contenuti, ad esempio, se hai una pagina XXX con PageRank 7 e all’interno di questa inserisci un link verso la pagina YYY con PageRank 1, quest’ultima otterrà del PageRank da XXX.

Ecco perché, quando pubblichi nuovi contenuti e vuoi dargli una piccola “spinta” nel posizionamento, l’ideale è quello di modificare un vecchio contenuto ben posizionato (e chiaramente “pertinente” all’argomento) inserendo un link al nuovo contenuto.

Le regole di base sono:
  • Non inserire lo stesso link più di una o due volte all’interno dello stesso contenuto;
  • Usa keyword differenti se linki spesso lo stesso contenuto. Ad esempio, se all’interno di un contenuto inserisci il link ad un altro articolo sulle parole chiave “come scegliere la pappa per gatti“, in un’altro contenuto potresti linkare la stessa pagina usando un’Anchor text differente, tipo “scopri qual’è il cibo per gatti preferito dai nostri amici felini“.

Approfondisci l’internal linking

Fai in modo che altri siti web linkino il tuo (Link building)

La link building è una strategia di marketing SEO che consiste nell’ottenere link da altri siti web (chiamati Backlink) e che puntano ai contenuti del tuo sito web.

Se offri contenuti di valore e riesci a posizionarti bene nei motori di ricerca, i link al tuo sito web arriveranno in modo naturale, ma probabilmente, prima o poi, sarai costretto ad acquistare dei backlink da altri siti web.

La link building, quando fatta bene (ti spieghiamo sotto come fare), può portare enormi vantaggi per i tuoi contenuti: ottenere link in entrata da siti web esterni aumenta il PageRank del tuo contenuto (come per l’internal linking, di cui abbiamo parlato sopra):

Esempio di internal linking di un contenuto per la SEO
Esempio di link building
  • Più è auterevole il sito web che ti linka, maggiori saranno i vantaggi per la tua pagina web in termini di PageRank: un backlink da “repubblica.it” vale molto di più rispetto a un backlink dal nostro sito web.
  • Otterrai enormi vantaggi anche in termini di posizionamento per le parole chiave incluse nel backlink: “acquista cibo per cani in questo sito“, “contatta questo consulente SEO“, “acquista abbigliamento donna“.

Esempio di backlink: Premium Link, la piattaforma di Link Building Italiana

Nota: la link building viene spesso usata per “manipolare” Google, ad esempio ottenendo molti backlink (da siti differenti) tutti sulla stessa keyword “consulente SEO” che puntano allo stesso link (www.iltuosito.it/consulente-seo) si cerca di scalare posizioni nella SERP per la query “consulente SEO“. Sconsigliamo questa pratica, in quanto con gli ultimi aggiornamenti di Google i backlink manipolativi hanno perso di efficacia.

Purtroppo, non è sempre facile, ne sempre gratuito, ottenere backlink per il proprio sito web.

Diventa semplice se hai un sito web istituzionale, oppure se offri tanti contenuti di alto valore, o infografiche che scegli di distribuire gratuitamente in cambio di backlink.

Puoi fare link building in questo modo:
  • Pubblicare contenuti di valore e attendere che i backlink arrivino in modo naturale. Se ti posizioni bene nei motori di ricerca prima o poi arriveranno, è un processo lento ma garantito;
  • Iscrivendoti a gruppi social e forum dedicati, dove “scambiare” o acquistare backlink (basta cercare “link building” sui social o su Google);
  • Scrivendo gratuitamente per altri blog in cambio di backlink al tuo sito web;
  • Inserendo comunicati stampa su siti web che li accettano;
  • Acquistando backlink da piattaforme specializzate in linkbuilding, oppure contattando i siti che ti interessano per farti girare la loro proposta economica;
  • Distribuendo attivamente infografiche gratuite in cambio di backlink, cioè contattando ad uno ad uno i siti web da cui vorresti ottenere backlink e proponendo l’uso gratuito delle tue grafiche;
  • Se vendi servizi o prodotti online, puoi creare un sistema di affiliate marketing, così da ricevere link in entrata sulle tue pagine prodotto.

Nota: i backlink hanno meno forza quando il loro attributo è impostato come “nofollow” oppure “sponsored”: <a href=”https://www.tuosito.it/servizi-finanziari” rel=”nofollow sponsored”>Visita tuosito.it</a> – molte testate giornalistiche impostano di default il tag “nofollow”, ma se scegli di acquistare backlink assicurati che non inseriscano questo tag (quando il tag non è presente, <a href=”https://www.tuosito.it/servizi-finanziari”>Visita tuosito.it</a> il link è di default impostato su “dofollow”, quindi è ok). Approfondisci

Le regole di base sono:
  • Trova siti web che trattano l’argomento che vuoi linkare, più questi sono verticali sull’argomento, maggiori vantaggi potrai ottenere dal backlink;
  • Distribuisci i backlink nei vari contenuti (anche nella home) senza linkare sempre la stessa pagina;
  • Distribuiscili nel corso del tempo per rendere la cosa più naturale agli occhi di Google: tieni presente che non ama i backlink acquistati;
  • Per le anchor text usa testi differenti, long tail non spudoratamente identiche alle keyword per cui vuoi posizionarti. Ad esempio, “scopri le migliori creme per il viso” piuttosto che “creme viso”;
  • Alterna l’uso di keyword con le anchor brand “il tuo nome / il nome del tuo brand“, oppure le anchor “visita il sito web“, “sito web ufficiale“, etc.

Queste regole valgono solo per i backlink programmati in una strategia di marketing SEO (acquistati o scambiati), per quelli che arrivano spontaneamente non puoi fare granchè 🙂

Approfondisci

Struttura “bene” il tuo sito web (SEO on-site)

Una struttura di navigazione semplice o ben organizzata migliora l’esperienza di navigazione degli utenti, la ricerca dei contenuti, ma anche l’indicizzazione nei motori di ricerca:

Esempio di struttura di navigazione di un sito web ottimizzato SEO
Esempio struttura di navigazione di un sito web
Le regole di base sono:
  • Crea categorie e sotto categorie solo all’occorrenza (almeno 20 contenuti per ogni categoria);
  • Non abusare dei tag, ma fai un elenco e inseriscilo nel piano editoriale. Ad esempio, noi li usiamo come fossero sotto-categorie delle categorie principali del blog e li creiamo quando abbiamo almeno 10 contenuti per tag;
  • Fai in modo che categorie e tag siano dei link cliccabili, ad esempio nella pagina principale del blog (guarda la nostra);
  • Se disponi di molti contenuti, integra nel sito web una barra di ricerca.

Inserisci link e risorse esterne, pertinenti e affidabili (Outbound links)

Video e podcast integrati da YouTube, Vimeo, SoundCloud e simili possono aumentare la permanenza degli utenti sulla tua pagina web e di conseguenza migliorare il suo posizionamento.

Link a risorse esterne pertinenti e rilevanti (vedi Wikipedia, Quora, o testate giornalistiche) possono dare “più forza” al tuo contenuto e aiutarlo nel posizionamento.

Di conseguenza, è necessario che link e risorse esterne siano parte di una buona strategia di marketing SEO.

Le regole di base sono:
  • Inserisci solo contenuti pertinenti che possano dare un valore aggiuntivo, ad esempio per approfondire un argomento specifico. Non “forzare la mano” inserendone troppi (non c’è una regola, ma usa il buon senso);
  • Se necessario, linka anche i competitor diretti (quelli che sono posizionati meglio di te), ti sembrerà strano ma è una buona strategia SEO per scalare posizioni.

Segui le checklist dei plugin SEO, ma razionalmente (SEO Best Practices)

I plugin come Yoast SEO, Rank Math, etc, possono darti una mano durante la scrittura di un contenuto grazie alle loro checklist, ma attenzione alla sovraottimizzazione SEO: usare troppe tecniche può farti ottenere il risultato opposto a quello desiderato.

Usa i plugin per “apprendere” quali sono le “best practices” da attuare per ottimizzare la tua SEO On Page, ma non “fissarti” sull’ottenere il loro massimo voto.

Voto SEO plugin rank math per wordpress

Usa gli strumenti di analisi gratuiti (SEO analyzer)

Pur essendoci tools a pagamento, vedi SEOZoom, SemRush, Ahrefs, e molti altri, i nostri preferiti restano quelli ufficiali (e gratuiti):

L’analisi è fondamentale in una strategia di marketing SEO, ma più sono i contenuti da monitorare, più le cose si faranno difficili.

Sarà chiaramente più semplice se stai partendo da zero (o quasi) con un nuovo progetto.

Le regole di base sono:
  • Analizza con frequenza settimanale l’andamento globale nelle ricerche del sito web; gli errori 404; le pagine non indicizzate; i link in uscita che non funzionano; i backlink in entrata;
  • Analizza con frequenza trimestrale le singole pagine, partendo da quelle che ottengono più traffico;
  • Modifica e ottimizza i contenuti che non si posizionano come vorresti con cadenza semestrale. Attendi almeno 3 mesi prima di apportare nuove modifiche;
  • Nel momento in cui i dati da analizzare saranno troppi, affidati a un tool a pagamento per un monitoraggio più immediato.
Search Console, sezione copertura
La schermata “Copertura” di Google Search Console, una delle più importanti da monitorare settimanalmente

Rivolgiti a una agenzia SEO

Se tutto quello che abbiamo elencato in questo articolo non ti è chiaro, hai due soluzioni:

  1. Fare corsi di formazione sulla SEO
  2. Rivolgerti a un consulente SEO (qui ne trovi 6 davvero bravi) o a un’agenzia SEO

Se desideri rivolgerti a un’agenzia SEO, noi siamo pronti a rispondere alla tue domande:

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