Home » Blog »

Greta Thunberg e la sua Lotta per la Sostenibilità Ambientale

Autore

Cristian Perinelli

Consulente marketing per Micro-imprese e Startup

Esperto in analisi dei dati, Campagne pubblicitarie Meta e Google, Posizionamento nei Motori di Ricerca e Sviluppo Siti Web

Indice

Greta Thunberg ha “svegliato” le nuove generazioni

Molto prima della nascita di Greta Thunberg, ricordiamo un tempo in cui non si sapeva neanche cosa fosse la sostenibilità ambientale, un tempo in cui l’interesse per la natura si limitava ai documentari di Quark e alle domeniche al parco.

In quel tempo viveva una generazione di persone che non si era mai posta il problema dell’ambiente e dei cambiamenti climatici, persone che buttavano tutto quello che c’era da buttare ovunque capitasse, che consumavano tutto quello che si poteva consumare senza nessun’altra considerazione che per il loro interesse personale.

Non si trattava di persone malvagie.

Stiamo parlando dei nostri genitori e dei nonni, la cui colpa è stata quella di non aver ancora capito quanto fosse delicato l’ecosistema di cui facciamo parte.

Ci piace pensare che oggi sia impensabile gettare una bottiglia di plastica a terra senza essere rimproverati da chi vi sta di fianco.

Mentre ieri, non esisteva neanche il pensiero di quello che si poteva fare per difendere la natura, soprattutto perché, in parole semplici, si pensava di essere “troppo piccoli” per poter fare la differenza, nel bene o nel male.

Ma è un pensiero sbagliato, ieri come oggi.

I baby boomers (nati tra gli anni 50 e 70) sono stati abbastanza influenti da esasperare la crisi climatica mondiale e (si spera che) i giovani della generazione Z (nati tra gli anni 90 e il 2010) saranno abbastanza forti da risolverla.

Seppure, la realtà dei fatti è che ancora oggi vediamo persone gettare “cose” a terra.

La cosa più sciocca, più semplice e di cui si parla tanto.

Nel corso degli anni sembra che non siamo migliorati molto, anzi, sotto alcuni aspetti (vedi il consumismo) siamo decisamente peggiorati rispetto alle passate generazioni.

Greta Thunberg fa parte della generazione Z e per quanto molti continuino ad attaccarla affermando che questa “ragazzina” (ormai donna) venga manovrata, poco importa, perché il suo volto è riuscito a smuovere le acque ai piani alti dell’economia.

Le proteste di Greta Thunberg per la “sostenibilità ambientale”

Greta Thunberg con un cartello in mano scritto in Svedese

Tra i nuovi, piccoli difensori dell’ambiente, una ragazzina più di tutti ha fatto sentire la sua voce, la ormai famosissima Greta Thunberg.

Stando alle parole del padre, quando lei sentì parlare di cambiamento climatico per la prima volta aveva appena 8 anni e la cosa la colpì così tanto che nei giorni seguenti smise di mangiare perdendo 10 chili in due mesi.

Sette anni dopo, nel 2018, quella stessa bambina “marinava” la scuola per protestare davanti al parlamento svedese contro la crisi climatica.

Si piazzò lì, con le sue treccine e il suo cartello scritto a mano per dire ai “grandi” che dovevano smetterla di fregarsene e che le conseguenze delle loro azioni sarebbero ricadute sulle generazioni future.

“Come posso andare a scuola per migliorare il mio futuro se il mio futuro è a rischio” urlava mostrando al mondo intero come il cambiamento sia necessario, che non siamo troppo piccoli, ne troppo soli per fare la differenza.

Greta ha dimostrato con i fatti che “una singola azione può fare la differenza“.

L’effetto “Greta” sull’opinione pubblica

Dopo la protesta di Greta Thunberg milioni di adolescenti e adulti hanno iniziato a interessarsi ai problemi ambientali.

Basti pensare che nel 2019 le vendite di libri per bambini dedicati alla crisi ambientale sono raddoppiate, così come le donazioni ai movimenti di protesta e alle associazioni no-profit.

In Gran Bretagna un sondaggio di YouGov ha registrato un record nei livelli di attenzione al problema climatico:
Chart%201 01

Vediamo in sintesi cosa afferma questo sondaggio mondiale sui cambiamenti climatici:

  • Tra lo 0% e il 6% delle persone ritiene che non si stia verificando alcun cambiamento climatico;
  • Tra l’1% e il 9% affermano che il cambiamento climatico sta avvenendo, ma che non ha nulla a che fare con attività umana;
  • Tra il 35% ed il 71% affermano che l’uomo è il primo responsabile dei cambiamenti climatici;
  • Tra il 23% ed il 48% affermano che l’uomo è solo in parte responsabile.

Scarica il report del sondaggio

Dopo le proteste di Greta, nelle elezioni del Parlamento Europeo del maggio 2019 i partiti verdi hanno registrato i più alti consensi di sempre passando da 52 a 74 parlamentari.

Lo stesso anno, le ferrovie svedesi hanno riportato una crescita dell’8% nell’utilizzo dei treni sulle tratte nazionali riflettendo l’aumento della preoccupazione pubblica sull’utilizzo di mezzi ad alto impatto ambientale come gli aerei.

Inoltre, dopo le proteste di Greta Thunberg, milioni si studenti hanno aderito al movimento di protesta Fridays for Future scegliendo di saltare la scuola ogni venerdì per manifestare contro l’inconsistenza delle misure sul riscaldamento globale e ricordando alla società quello che c’è in gioco: la sopravvivenza della specie umana.

Già, perché per chi non lo avesse ancora capito il problema non riguarda la salvaguardia del pianeta terra, ma la sopravvivenza della specie umana.

Infatti, se dovessimo estinguerci, la terra tornerebbe ai suoi vecchi splendori molto rapidamente. Basta vedere il programma televisivo “La terra dopo l’uomo” per capire di cosa parliamo.

Sei un imprenditore?

Entra nel nostro canale Telegram!

Pubblichiamo 1 post a settimana da leggere in 2 minuti, nel quale sintetizziamo le ultime notizie riguardanti (Green) Marketing, Social Media e Business. E’ gratuito, non richiede registrazione e potrai uscire dal canale in qualsiasi momento:

I rischi ambientali evidenziati da Greta Thunberg

Cosa afferma esattamente Greta Thunberg? cosa pretendono “giovani e vecchi” ambientalisti dai governi e dalle istituzioni?

In una sola parola: azione, un impegno maggiore rispetto a quello preso nell’Accordo di Parigi, una presa di posizione che tenga seriamente conto di quello che dicono gli scienziati di tutto il mondo.

Questi ultimi, quasi all’unanimità, prevedono che:

  • La temperatura globale della terra aumenterà nel corso del secolo di almeno 1.8 gradi;
  • Ci sarà un aumento delle precipitazioni dovuto ai livelli superiori di evaporazione;
  • Si scioglieranno neve e ghiaccio dei poli, causando un innalzamento del livello del mare di circa 20/50cm entro il 2100;
  • Aumenterà il livello di acidità degli oceani, causando l’estinzione di molti organismi della flora e della fauna marina;
  • Ci sarà un inasprimento delle condizioni climatiche, visibile in più intense precipitazioni, tifoni, uragani e cicloni tropicali;
  • Ci saranno più nuvole che, in alcuni casi, intrappoleranno il calore inasprendo l’effetto serra;
  • Cambierà il ciclo stagionale di crescita naturale delle piante a causa dello sbalzo nei livelli di CO2.

Fonte UCAR – Centre For Science Education

Greta Thunberg attacca il rapporto ONU (video)

Greta Thunberg vuole salvare l’umanità dall’economia insostenibile

Di soluzioni pratiche per iniziare a vivere sostenibile ce ne sono tante e ne vedremo alcune, ma queste da sole non basteranno poiché la radice del problema è un’altra.

Alla base di tutto c’è una vera e propria lotta generazionale e di pensiero, uno scontro tra due modi diversi di vedere il mondo.

Da un lato abbiamo i vecchi leader che sostengono i modelli economici basati sul profitto e sulla crescita perpetua.

Personaggi come l’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump che durante questa intervista alla domanda “chi proteggerà l’ambiente?” risponde con un’affermazione davvero inquietante:

“Possiamo lasciarne un po’ ma dobbiamo proteggere il business”

Dall’altro lato abbiamo invece i sostenitori dell’economia sostenibile e un’intera generazione di ragazzi che vogliono semplicemente vivere in un mondo senza previsioni di catastrofi imminenti.

Il problema è dunque sistemico, ed è radicato in due aspetti chiave:

  1. L’incapacità della vecchia generazione di comprendere appieno la delicata interdipendenza tra gli organismi del pianeta.
  2. La loro riluttanza a mettersi da parte, o cambiare drasticamente il sistema economico per adottare un nuovo modello di economia “sostenibile”.

Per dirla con le parole di Bob Dylan in The times they are a-changin:

Venite madri e padri
da ogni parte del paese
e non criticate
quello che non potete capire
i vostri figli e le vostre figlie
sono al dì la dei vostri comandi
la vostra vecchia strada
sta rapidamente finendo.
Per favore spostatevi dalla nuova
se non potete dare una mano
perché i tempi stanno cambiando.

I tempi stanno cambiando.

Stanno cambiando più in fretta di quanto sia possibile cambiare opinione o farsi un’idea.
Stanno cambiando più in fretta di quanto occorre ad un adulto per imparare a rinunciare al proprio sistema di valori per adottarne un altro.
Stanno cambiando più in fretta di quanto occorra per sostituire un’economia insostenibile con una orientata al rispetto della natura e dell’ecosistema.

La coscienza ambientale e sociale risvegliata dalle azioni di Greta Thunberg

Quando i valori del capitalismo sono contrapposti a quelli della sostenibilità ambientale, c’è bisogno di persone che abbiano non solo le giuste qualità e competenze, ma anche la giusta propensione alla vita, proprio come Greta.

Perché a cosa serve sapere le scienze e l’economia, se poi non si ha interesse a mettere la propria conoscenza al servizio di altri?

Studiamo e lavoriamo principalmente per noi stessi, per farci una vita e soddisfare i nostri desideri. Non tutti si chiedono se questi desideri sono legittimi e non tutti pensano alle conseguenze che il loro lavoro può avere sugli altri o sul pianeta.

Solo pochi di noi pensano alla sostenibilità ambientale durante il giorno.

Eppure la marea sta cambiando, si perseguono ancora desideri egoisti e dannosi, ma quantomeno, grazie a Greta Thunberg, molti hanno iniziato a farsi un’idea di quale sarà il costo da pagare.

E’ stato calcolato che per mantenere lo stile di vita italiano servirebbero 2,6 pianeti come la terra (fonte WWF), per non parlare di quanti ne servirebbero per quello americano.

Dov’è la vera soluzione?

Di certo non nel continuare a produrre e comprare, piuttosto, nel cambiare prospettiva e sviluppare una più ampia e radicata coscienza ambientale e sociale.

Questo, in parte, lo si può già notare. Sempre più persone iniziano a vivere in modo sostenibile e sempre più giovani capiscono che non è possibile “vivere felici” pensando solo a sé stessi.

Non è un caso che Greta Thunberg sia stata la più giovane a essere scelta come Persona dell’anno 2019 dalla rivista Time. Non è un caso che nel 2014 Malala Yousafzai sia stata la persona più giovane a ricevere il Premio Nobel per la Pace.

La coscienza viene sviluppata dai giovani molto prima rispetto al passato.

A confermarlo è stato un recente studio della società di consulenza culturale Sparks and Honey, secondo cui il 26% dei giovani tra i 16 e 19 anni si impegna nel volontariato, mentre addirittura il 76% afferma di provare preoccupazione riguardo l’impatto devastante dell’umanità sul pianeta.

Preoccuparsi degli altri, o della natura, mette un freno a desideri incontrollati e nocivi, fa sì che si risvegli la coscienza e che si prendano scelte più mature e responsabili.

Più si è auto-centrati ed egoisti, più si rischia di far del male a qualcuno nel proprio percorso verso la felicità.

Persone come Greta, che hanno una forte coscienza ambientale e sociale, diventano presenze positive nel mondo e sono in grado di costruire la loro felicità senza arrecare nessun danno al pianeta, o a chi lo abita.

Sostenibilità ambientale e “felicità”, Greta ci crede

A dispetto di quello che si possa pensare, vivere in modo sostenibile non equivale a una vita di sacrifici. Certo, la vita di Greta non è poi così semplice, ma non dobbiamo diventare dei leader come lei per fare la differenza.

È stato ampiamente dimostrato che stare a contatto con l’ambiente naturale ha dei benefici enormi sul benessere mentale e fisico.

Ci sono numerose ricerche che hanno concluso che le passeggiate all’aperto o il tempo passato tra gli alberi, oltre ad aiutare con la depressione o lo sviluppo cognitivo, aumentano la felicità (fonte Psychology Today).

  • Quante persone si stressano nel vivere in città inquinate e sovrappopolate?
  • Quanti di noi non hanno tempo o risorse per allontanarsi dai numerosi impegni quotidiani?

Sostenibilità ambientale non equivale solo a fare la raccolta differenziata, ma vuol dire essere noi stessi i primi fruitori della natura.

Se hai mai fatto trekking in montagna, o ti sei mai fermato ad ammirare un tramonto al mare, capirai la sensazione di pace e meraviglia che si prova quando si è a contatto con la natura incontaminata.

Queste sensazioni sono l’opposto di quello che proviamo quando siamo rinchiusi in quattro mura davanti un computer, o dentro la macchina imbottigliati nel traffico.

Tutto ciò che è artificiale sembra portare un senso di disconnessione e stress, mentre tutto ciò che è naturale porta sollievo e rilassamento.

Ti sei mai chiesto perché?

Il motivo principale è che il nostro stile di vita ci ha esclusi dal mondo di cui facciamo originariamente parte: la natura.

Greta Thunberg sta facendo di tutto per ricordarcelo, ma siamo talmente inglobati in questa follia fatta di scadenze, soldi, cemento e responsabilità che l’abbiamo scambiata per l’unica realtà,

Non ci rendiamo conto che quello per cui lavoriamo non è reale, mentre quello che distruggiamo con il nostro stile di vita lo è.

È questa la prima cosa da tenere a mente se vogliamo felici: i soldi non sono reali, sono solo carta a cui abbiamo deciso, collettivamente, di dare valore.

Meglio averli che non averli, indubbiamente, ma non possono essere il motore della nostra vita.

La stessa natura, che spesso viene distrutta per il denaro, è invece reale. Così come è reale la sensazione di benessere che otteniamo stando a contatto con lei.

Vivere in modo sostenibile seguendo l’esempio di Greta Thunberg

Sembra che la gente si stia risvegliando dall’illusione che un’ottimo stipendio, da solo, sia sufficiente a essere felici. Ciò è confermato da altri dati significativi dello studio sui giovani summenzionato:

  • La percentuale di coloro che vorrebbero avere un impatto positivo sul mondo è ben il 60%
  • L’ 80% percento dice di voler trasformare il proprio hobby in una professione
  • Il 72% vorrebbe aprire la propria attività una volta finita la scuola superiore

Anche in queste risposte di evidenzia il cambiamento in atto.

Appena 30 anni fa, gli unici fattori che influenzavano la decisione del “cosa fare nella vita” erano la certezza dello stipendio, il tipo di mansione e la posizione geografica dell’ufficio.

Il posto fisso era l’obiettivo e per essere felici bastava la casa di proprietà, la macchina e il frigorifero pieno.

Oggi le cose sono diverse, non si pensa più solo a quanto si guadagna, ma si inizia parlare di concetti nuovi come il significato di quello che si fa, la qualità della vita, la possibilità di migliorare la vita degli altri.

Con internet è facile raggiungere un numero di persone impensabile fino a qualche anno addietro. Chiunque può dire la propria, chiunque può inventarsi un mestiere e chiunque può creare servizi, beni o contenuti che abbiano un impatto sulle vite degli altri.

Di contro, non è più tanto facile rimanere ignari di quello che le proprie azioni comportano, anche se parliamo di grandi temi come i cambiamenti climatici e il riscaldamento globale:

  • Se non vivi in accordo con determinati principi di convivenza vieni esposto sui social;
  • Puoi vedere cosa accade al fiume Gange o alla foresta Amazzonica;
  • E’ più facile che mai vivere in accordo non solo con le proprie inclinazioni naturali, ma anche con i dettami della natura e dell’eco-sostenibilità.

Il problema è che siamo ancora troppo presi da noi stessi, per valutare con attenzione quello che sta accadendo e prendere delle decisioni importanti riguardanti il nostro stile di vita.

Abbiamo quindi bisogno di qualcuno che ci ricordi, quotidianamente, cosa possiamo fare per cambiare le cose.

Ad esempio, qui trovi in calendario delle Giornate Mondiali – in totale ne sono circa 160 – potrai scaricarlo e sincronizzarlo con il tuo calendario, lo abbiamo creato appositamente per ricordarci che ogni giorno possiamo fare qualcosa di buono per il nostro pianeta.

La Giornata Mondiale della Terra è sicuramente uno degli eventi più importanti quando si parla di sostenibilità.

Ascolta i consigli di Greta: cosa possiamo fare per salvare il genere umano?

Eccoci allora arrivati alla parte pratica. Vanno bene i discorsi sul cambio generazionale e sui tempi andati, ma cosa possiamo fare oggi per salvare il genere umano da se stesso?

Come possiamo seguire i consigli di Greta Thunberg?

Riciclare con la raccolta differenziata, comprare prodotti sostenibili, utilizzare energie rinnovabili, usare meno l’auto, sono il primo step da compiere.

Dobbiamo entrare nell’ottica che la vita stessa, per come la viviamo oggi, sarà completamente diversa tra qualche decennio: le città avranno meno macchine e più biciclette, più parchi e meno parcheggi.

I lavori più ambiti saranno nel settore della creatività e della solidarietà, i prodotti più ambiti quelli a chilometro zero. Diventerà normale mettere da parte il profitto per tutelare i diritti di persone e animali e il tempo libero acquisterà un valore maggiore rispetto al tempo che si passa a lavorare.

Ci vorrà del tempo, ma ci sono alcune misure che possiamo adottare sin da subito per velocizzare il cambiamento:

  • Dare priorità a settori economici come la permacultura, l’agricoltura sostenibile o l’architettura e l’edilizia sostenibile;
  • Sviluppare una naturale predisposizione all’acquisto di tecnologie ed energia rinnovabili;
  • Creare in famiglia la “cultura del riutilizzo” come parte integrante del nostro stile di vita;
  • Usare mezzi di trasporto più sostenibili;
  • Sprecare meno acqua e cibo;
  • Imparare a leggere le etichette, acquistando prodotti a basso impatto ambientale;
  • Acquistare prodotti locali;
  • Educare i figli.

Infine, come suggerisce l’articolo del blog Dentro la Tana del Coniglio, possiamo imparare a essere felici con poco, a vivere in modo più minimalista usando solo ciò che è veramente necessario.

Possiamo quindi supportare, o ancor meglio partecipare a uno dei movimenti di protesta nati sull’onda dell’attivismo di Greta Thunberg.

Possiamo far sentire la nostra voce, condividere informazioni utili sui social, alimentare la discussione online e offline sulla sostenibilità ambientale. Possiamo fare molte cose.

Il punto cruciale è che, se vogliamo salvare il pianeta dallo spettro della crisi ambientale, dobbiamo noi stessi imparare a fare la nostra parte, vivere come se da quello che facciamo oggi dipendesse il nostro stesso futuro, acquisire la consapevolezza che ogni azione, anche la più piccola, ha una conseguenza.

E magari, se ci riusciamo, proviamo a far sì che sia positiva.

FINE

Condividi

La prima consulenza è gratuita!
Raccontaci il tuo progetto

Cliccando sul pulsante INVIA RICHIESTA acconsento all’utilizzo dei miei dati nel sistema di archiviazione secondo quanto stabilito dal regolamento europeo per la protezione dei dati personali n. 679/2016, GDPR e dichiaro di aver letto l’ informativa sulla Privacy

WhatsApp

+39 340 82 15 366

Secured By miniOrange