Obiettivo 1 dell’Agenda 2030

L’Obiettivo 1 dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, adottata dalle Nazioni Unite nel 2015, si intitola “Porre fine alla povertà in tutte le sue forme, ovunque“.
Al 2019, la Banca Mondiale stima che circa 650 milioni di persone vivessero in estrema povertà, che a livello internazionale viene definita come “vivere con meno di $2,15 al giorno”. Ciò significa che circa una persona su dodici, nel 2019, viveva in estrema povertà.
Ma la pandemia di Coronavirus ha aggravato questa situazione, con stime preliminari che indicano un aumento di circa 70 milioni di persone in estrema povertà nel 2020.
Nonostante ci sia stata una significativa diminuzione della povertà estrema nell’ultima generazione, soprattutto in Asia grazie alla loro forte crescita economica, la maggior parte delle persone più povere vive ora in Africa subsahariana, dove la crescita economica più debole e un’elevata crescita demografica hanno portato ad un aumento della povertà estrema.
Le proiezioni basate sulle tendenze attuali suggeriscono che la povertà estrema potrebbe continuare ad essere una realtà per centinaia di milioni di persone nei prossimi anni, soprattutto se la crescita economica rimarrà così debole nei paesi più poveri.
Fatta questa breve premessa, vediamo di seguito i 7 sotto-obiettivi dell’obiettivo 1 dell’agenda 2030.
Sotto-obiettivi per l’obiettivo 1
1.1) Eliminare la povertà estrema per tutte le persone nel mondo, attualmente misurata come persone che vivono con meno di 1,25 dollari al giorno. Questo sottobiettivo mira a eradicare la forma più estrema di povertà, che colpisce le persone che non hanno accesso alle risorse economiche più basilari.
1.2) Ridurre almeno della metà la percentuale di uomini, donne e bambini di tutte le età che vivono in povertà in tutte le sue dimensioni secondo le definizioni nazionali. Questo target riconosce che la povertà non è solo una questione di reddito, ma include anche aspetti come l’accesso all’istruzione, alla sanità, all’abitazione adeguata, alla sicurezza alimentare e ad altri fattori determinanti del benessere.
1.3) Implementare a livello nazionale sistemi e misure di protezione sociale per tutti, mirando a coprire i poveri e i vulnerabili. Questo obiettivo riguarda la creazione di reti di sicurezza sociale che possono aiutare le persone a gestire i rischi e le insicurezze economiche.
1.4) Garantire che tutti gli uomini e le donne, in particolare i poveri e i vulnerabili, abbiano uguali diritti rispetto alle risorse economiche, l’accesso ai servizi di base, la proprietà e il controllo del terreno e altre forme di proprietà, l’eredità, i servizi finanziari, compreso il microfinanziamento. Questo obiettivo mira a garantire l’uguaglianza di accesso alle risorse economiche e servizi.
1.5) Costruire la resilienza dei poveri e delle persone in condizioni di vulnerabilità e ridurre la loro esposizione e vulnerabilità a eventi climatici estremi e altre crisi e disastri economici, sociali e ambientali. Questo target affronta la connessione tra povertà e vulnerabilità ai cambiamenti climatici e ad altre crisi.
1.a) Garantire una mobilitazione significativa delle risorse provenienti da una varietà di fonti, compresa la cooperazione allo sviluppo pubblico-privato, per fornire mezzi adeguati e prevedibili per i paesi in via di sviluppo, in particolare i paesi meno avanzati, per implementare programmi e politiche per porre fine alla povertà in tutte le sue dimensioni.
1.b) Creare quadri politici solidi a livello nazionale, regionale e internazionale, basati su strategie di sviluppo favorevoli ai poveri e sensibili al genere, per sostenere investimenti accelerati nelle azioni di eliminazione della povertà.
Qual’è lo stato attuale di povertà nel mondo?
Per capire se dal 2015 l’obiettivo 1 abbia contribuito realmente a ridurre la povertà nel mondo, non possiamo far altro che affidarci ai numeri offerti da Our World in Data.
Purtroppo questi si fermano al 2019 a causa della pandemia, ma ci danno comunque un’idea di massima dei primi 4 anni di attività dell’agenda 2030:
| 1990 | 2000 | 2010 | 2015 | 2016 | 2017 | 2018 | 2019 | |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Meno di 1$ al giorno | 470 | 354 | 144 | 115 | 118 | 117 | 114 | 115 |
| Tra 1 e 2.15$ | 1.530 | 1.430 | 981 | 677 | 660 | 605 | 559 | 533 |
| Tra 2.15 e 3.65$ | 977 | 1.340 | 1.390 | 1.330 | 1.310 | 1.280 | 1.210 | 1.150 |
| Tra 3.65 e 6.85$ | 662 | 1.090 | 1.470 | 1.630 | 1.630 | 1.670 | 1.730 | 1.790 |
| Tra 6.85 e 10$ | 286 | 409 | 692 | 847 | 867 | 886 | 923 | 927 |
| Tra 10 e 20$ | 467 | 494 | 885 | 1.190 | 1.240 | 1.280 | 1.350 | 1.380 |
| Tra 20 e 30$ | 280 | 266 | 376 | 477 | 491 | 515 | 529 | 552 |
| Tra 30 e 40$ | 190 | 200 | 258 | 297 | 304 | 314 | 323 | 330 |
| Più di 40$ | 419 | 537 | 719 | 785 | 817 | 842 | 869 | 903 |
Come vedete dal grafico dal 1990 ad oggi le cose sono molto cambiate, siamo infatti passati da oltre 470 milioni di persone con reddito inferiore a 1$ al giorno, agli attuali 115 milioni.
I tre redditi più bassi, cioè da meno di 1$ a 3.65$ dollari al giorno sono in costante diminuzione, mentre quelli più alti a partire da 3.65$ sono in costante aumento, il che è un bene.
Rispetto all’obiettivo 1 dell’Agenda 2030, dal 2015 al 2019 non ci sembra di vedere un drastico calo della popolazione che vive al di sotto dei 3.65$
La discesa sembra lineare già a partire dal 2010, quindi ancor prima che venissero attuati i provvedimenti dell’Agenda 2030.
Aggiorneremo i dati a partire dal 2020 non appena questi saranno disponibili.
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