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Il problema della crescita infinita, il caso AllBirds

Autore

Cristian Perinelli

Consulente marketing per Micro-imprese e Startup

Esperto in analisi dei dati, Campagne pubblicitarie Meta e Google, Posizionamento nei Motori di Ricerca e Sviluppo Siti Web

Un team analizza un grafico di crescita finanziaria di un business

Indice

Le azioni aumentano, mentre i guadagni crollano

Le azioni del marchio Allbirds sono aumentate del 90% durante la sua IPO di mercoledì (offerta pubblica iniziale (o IPO) costituisce lo strumento attraverso il quale una società ottiene la diffusione dei titoli azionari tra il pubblico).

Allbirds, nota per le scarpe da ginnastica rispettose dell’ambiente, attira gli investitori che dimostrano un impegno per la sostenibilità.

Sebbene concentrarsi sulla sostenibilità e ricavare la maggior parte delle vendite direttamente dai consumatori possa produrre chiari vantaggi, qualcuno afferma che ci sono anche degli svantaggi:

Prima della pandemia, eravamo già molto vicini e sulla strada del pareggio”, ha dichiarato il co-fondatore e CEO Joey Zwillinger a “Squawk Box” della CNBC, ma i numeri non supportano completamente questa affermazione.

La società ha perso $14,5 milioni nel 2019 e $25,9 milioni l’anno successivo, secondo i documenti della SEC.

Per il trimestre conclusosi il 30 settembre, Allbirds prevede di registrare una perdita netta compresa tra 15 e 18 milioni di dollari.

La sostenibilità ha un prezzo?

Certamente. Ma come tutte le cose, seppur verrebbe da pensare che il problema siano i costi più elevati dettati dalla loro “presunta sostenibilità”, il problema è chiaramente un’altro: la crescita infinita.

Viviamo in un mondo in cui i “grandi” ci hanno insegnato che non c’è limite alla crescita di un’azienda, ma è realmente così? Decisamente no, basta vedere i bilanci della maggior parte delle grandi multinazionali, molte delle quali sono in sempre in perdita, anno dopo anno.

Non è colpa della pandemia, perché è sempre stato così. E’ semplicemente da evitare la crescita infinita, bisogna fissare degli obiettivi concreti e cercare di “accontentarsi” pensando a quando le vendite avranno un calo, magari proprio a causa di una pandemia. Pensando anche a quando il nostro prodotto non sarà più di moda, perché anche questo può accadere.

Accontentarsi non è un deficit, dovrebbe essere la normalità. Si raggiungono degli obiettivi, si aumentano i margini, si lavora sulla riduzione delle spese e si ottimizza al massimo il profitto. Allora sarà possibile fare un piccolo step di crescita.

Incubatori, finanziatori, azioni, prestiti e banche, penso sia evidente a tutti il danno fatto negli ultimi anni. A volte sembrano la nostra salvezza, e quindi ben vengano se ne abbiamo davvero bisogno per risollevarci, ma utilizzare questi strumenti per far crescere rapidamente la nostra azienda può creare l’effetto contrario, e cioè portarla al fallimento.

Se il tuo prodotto funziona, se la tua azienda rende bene, fai un passo la volta. Viceversa, se hai problemi economici lavora sull’ottimizzazione dei margini di guadagno “netti”, taglia le spese superflue, ottimizza i tempi, aumenta il valore medio dei tuoi clienti attuali.

Le strategie sono infinite prima di ricorrere ad iniezioni di liquidità.

FINE

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