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Come i ‘gemelli digitali’ possono modellare il cambiamento climatico

Autore

Cristian Perinelli

Consulente marketing per Micro-imprese e Startup

Esperto in analisi dei dati, Campagne pubblicitarie Meta e Google, Posizionamento nei Motori di Ricerca e Sviluppo Siti Web

Una mano umana e una robotica battono il pugno

Indice

I gemelli digitali e la loro utilità

Si dice che ogni persona sul pianeta abbia un sosia, qualcuno che gli assomiglia in modo inquietante pur non avendo alcuna relazione biologica.

Alcuni climatologi stanno dando una svolta a questo concetto, incoraggiando l’uso di “gemelli digitali” che possono aiutare paesi, aziende e comunità a capire meglio i potenziali effetti futuri del cambiamento climatico – entro i confini relativamente sicuri del cyberspazio.

La frase gemelli digitali (a volte chiamati “gemelli virtuali”) è in giro da circa due decenni; l’idea è che un sistema fisico o un processo o un oggetto può essere ricreato/duplicato nel regno digitale e poi sottoposto a una serie di condizioni e scenari e rischi.

L’impatto di queste diverse permutazioni nel regno virtuale può essere analizzato per capire i vari risultati che potrebbero verificarsi.

Le potenziali applicazioni per i gemelli digitali sono miriadi, sia nei sistemi artificiali che in quelli biologici.

Nel settore automobilistico, per esempio, Volkswagen usa i gemelli digitali e i modelli di simulazione sviluppati con Siemens per migliorare l’efficienza delle sue linee di produzione, testando i processi prima che siano effettivamente adottati nel mondo reale.

Come ha notato Torben Meyer, responsabile del progetto VW: “Prima di mettere in funzione il vero impianto di produzione, o anche i singoli nuovi componenti, eseguiamo sempre la cosiddetta messa in funzione virtuale. Ciò significa che testiamo prima le funzioni usando un modello virtuale del sistema, il che assicura che la messa in funzione reale, che comporta l’arresto dell’impianto a costi elevati, proceda il più velocemente possibile“.

Gli arresti globali prolungati causati dalla pandemia COVID-19 hanno accelerato la digitalizzazione dell’industria e di molti altri processi, e l’idea dei gemelli digitali ne ha sicuramente beneficiato – con alcune proiezioni che indicano che il mercato raggiungerà circa 63,5 miliardi di dollari nel 2027, rispetto ai 3,1 miliardi di dollari stimati per il 2020.

L’ascesa dell’intelligenza artificiale, la proliferazione di sensori e satelliti per raccogliere ancora più dati e la disponibilità di ancora più potenza di calcolo stanno anche ispirando i ricercatori, e lentamente (ma sicuramente) i gemelli digitali vengono chiamati per applicazioni relative al cambiamento climatico.

All’inizio di gennaio 2022, per esempio, Dassault Systèmes (uno dei più convinti sostenitori dei gemelli digitali) insieme all’azienda di packaging Ardagh Group e all’organizzazione di consulenza Exxergey inizierà un test su come alleggerire la bottiglia di vetro del marchio di whisky Johnnie Walker del produttore di bevande Diageo.

L’obiettivo è quello di mantenere la forma iconica della bottiglia e la sua forza, migliorando la sua riciclabilità e riducendo le emissioni associate al trasporto. Tra le altre cose, i test virtuali aiuteranno nella ricerca di un nuovo rivestimento necessario per aiutare in questo compito. I test fisici potrebbero essere avviati entro la prossima estate.

Al di là del mondo costruito, si parla di gemelli digitali anche in agricoltura, dove potrebbero essere utilizzati per modellare i cambiamenti di rendimento associati a cambiamenti di variabili come l’acqua o del fertilizzante contro l’evoluzione delle condizioni climatiche. La startup scozzese di agricoltura verticale Intelligent Growth Solutions utilizza già questa tecnologia per adattare le sue “ricette” vegetali.

Sembra quindi molto interessante e redditizio per il pianeta utilizzare questa strategia, staremo quindi a vedere cosa accadrà nei prossimi anni.

FINE

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