Seasonality adjustments Google Ads: guida operativa

Autore

Cristian Perinelli

FULL STACK MARKETER DAL 1994

Indice dei contenuti

Cosa sono le seasonality adjustments e cosa “dicono” davvero a Google

Le seasonality adjustments Google ADS sono impostazioni che servono a comunicare a Google che, per un periodo breve e specifico, ti aspetti una variazione del tasso di conversione rispetto alla norma.

Non stai cambiando il tuo modello di business o la tua strategia in modo strutturale: stai solo avvisando l’algoritmo che, in una certa finestra di tempo, i dati saranno “strani” rispetto allo storico e che questa anomalia è temporanea.

In pratica, una seasonality adjustment:

  • informa Google che il tasso di conversione (conversion rate) salirà o scenderà per un periodo limitato;
  • aiuta le strategie di Smart Bidding come Target CPA o Target ROAS a non farsi “ingannare” da un picco o da un crollo breve;
  • riduce il rischio che l’algoritmo prenda decisioni di offerta sbagliate basate su pochi giorni anomali.

La chiave è questa: con una seasonality adjustment stai dicendo a Google “in questo intervallo mi aspetto una variazione temporanea del tasso di conversione di X% rispetto al solito, ma poi torneremo alla normalità”.

Non va usata per:

  • cambiamenti permanenti (nuova strategia prezzi, nuovo sito, nuova offerta);
  • tendenze stagionali lunghe (per esempio tutto il Q4 nel retail).

In questi casi, Smart Bidding è progettato per adattarsi gradualmente usando i dati storici e i segnali in tempo reale.

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Perché ti servono quando hai picchi o crolli brevi

Le campagne “always-on” non falliscono solo nei periodi morti. Il problema spesso è che l’algoritmo interpreta male picchi e cali brevi e poi si trascina dietro decisioni di offerta sbagliate per settimane.

Senza una seasonality adjustment, Smart Bidding si basa su uno storico che non riflette il comportamento che stai per vivere nei prossimi giorni. I rischi sono due, speculari:

  • Scenario “spike” (picco)
    • Hai un picco prevedibile di performance: esempio tipico è un weekend di forte promozione, Black Friday, un lancio con forte spinta media.
    • Se non avvisi Google, l’algoritmo potrebbe sottobiddare proprio nei giorni migliori, perché si aspetta un tasso di conversione “normale” e non è pronto a pagare di più per quei clic.
    • Dopo l’evento, vedendo il forte aumento di conversioni nei dati storici, può “farsi illusioni” e overbiddare per settimane, convinto che quel livello di performance sia il nuovo standard.
  • Scenario “dip” (calo)
    • Hai periodi notoriamente lenti e brevi, come chiusure natalizie, ponti, settimane in cui il tuo target è meno attivo (per esempio l’ultima settimana di agosto per molte B2B).
    • Senza adjustment, Google non “prevede” il calo e rischia di overbiddare durante il periodo morto, pagando troppo per clic che convertono poco.
    • Quando poi l’algoritmo “capisce” che le conversioni sono crollate, può reagire abbassando troppo le offerte, proprio quando il mercato rimbalza, facendoti perdere la ripresa.

L’obiettivo delle seasonality adjustments è attenuare questi due errori: sfruttare meglio i picchi brevi e non farti penalizzare dai cali brevi, senza trasformare il conto Google Ads in una giostra instabile di continue modifiche manuali.

Quando usarle e quando lasciar fare a Smart Bidding

Per decidere se impostare una seasonality adjustment Google Ads, puoi usare due criteri semplici:

  • Durata: l’evento deve essere breve, tipicamente tra 1 e 7 giorni.
  • Prevedibilità: devi avere un’aspettativa chiara che il tasso di conversione cambierà in modo significativo in quel periodo.

Se l’evento è lungo o poco prevedibile, è meglio lasciare che Smart Bidding si adatti da solo nel tempo.

Quando SÌ Quando NO Esempio tipico
Promozioni brevi di 1–7 giorni Promozioni che durano settimane o mesi Weekend di sconti extra rispetto alle promo standard del mese
Eventi commerciali concentrati Tutto il trimestre di punta Black Friday, Cyber Monday, pochi giorni di saldi aggressivi
Flash sale o offerte lampo Sconti “per tutto il mese” Offerta valida 48 ore per esaurimento scorte
Lancio o restock con forte spinta concentrata Nuova linea prodotto che resta in promozione stabile Restock di un prodotto attesissimo con campagna intensa di pochi giorni
Eventi stagionali molto specifici e brevi Stagioni lunghe e prevedibili Ultimi giorni utili per la dichiarazione dei redditi, testa d’esame, singola ricorrenza locale
Periodi di chiusura o festività con calo marcato e breve Estate intera “più lenta” o Q4 “più forte” Settimana tra Natale e Capodanno, settimana di Ferragosto con uffici chiusi
Situazioni di “bad press” che portano ricerche a bassa intenzione per pochi giorni Problemi d’immagine di lungo periodo Breve ondata di ricerche curiose dopo una notizia negativa che non genera lead qualificati
Eventi interni brevi che impattano la capacità di conversione Riorganizzazioni aziendali di lungo periodo Chiusura breve del team commerciale o stop temporaneo alle vendite

Se gestisci direttamente le campagne, o affidi la gestione a un’agenzia, puoi usare questa tabella come checklist: per ogni evento che pianifichi in calendario, verifica se rientra nella colonna “Quando SÌ” e per quanto tempo. Se non è breve e ben delimitato, probabilmente è meglio non intervenire.

Impostazione rapida in Google Ads: percorso e campi da compilare

La funzione di seasonality adjustments Google Ads è pensata per essere veloce da configurare. A livello operativo, il flusso standard nel pannello include in sintesi questi passaggi:

Accedere alla sezione dedicata

Dal menu principale si entra nell’area strumenti, quindi nella parte legata a budget e offerte, e si raggiunge la sezione dedicata alle regolazioni stagionali.

Creare una nuova adjustment

Si avvia una nuova impostazione con il pulsante dedicato e si indica che l’oggetto della regolazione è il tasso di conversione.

Compilare nome e descrizione

    • Nel nome conviene inserire evento e anno, per esempio “Promo Primavera 2026” o “Black Friday 2026”.
    • Nella descrizione è utile annotare dettagli aggiuntivi: a quali linee di prodotto si riferisce, se si tratta di un aumento o di un calo previsto, note interne.

Definire date e ore

Si sceglie un intervallo di inizio e fine, anche al livello di singole ore. Questo è importante per eventi che partono, per esempio, dalle 18 di un venerdì fino alla mezzanotte di domenica.

Scegliere lo scope: campagne e device

    • Si può applicare l’aggiustamento a più tipi di campagna compatibili con Smart Bidding.
    • È possibile limitare la regolazione a alcune campagne specifiche, per esempio solo quelle che promuovono i prodotti in sconto, lasciando fuori il resto.
    • Lo stesso vale per i device: se sai che l’effetto dell’evento è molto più forte su mobile o desktop, puoi selezionarli in modo diverso.

Impostare la percentuale di variazione

Qui si inserisce la stima di quanto il tasso di conversione sarà più alto o più basso rispetto al baseline “normale”, espressa in percentuale.

    • Non stai indicando il valore assoluto del tasso di conversione.
    • Stai dicendo “durante questo periodo mi aspetto che il conversion rate sia, per esempio, il 25% più alto del solito”, non “mi aspetto un conversion rate del 25%”.

Se lavori con un’agenzia o un consulente, puoi chiedere esplicitamente di mostrarti:

  • quali campagne vengono incluse nello scope della regolazione e perché;
  • quale percentuale viene impostata e su quali dati interni si basa;
  • come sono state definite date e ore dell’intervallo.

Questo ti permette di avere controllo sull’uso di una leva che può impattare sensibilmente la spesa e i risultati in pochi giorni.

La parte delicata: stimare la % senza fare danni

La seasonality adjustment è potente quanto la stima percentuale che inserisci. Una stima eccessiva o casuale può confondere Smart Bidding invece di aiutarlo.

Alcune linee guida pratiche per PMI e ONG con molte iniziative durante l’anno:

  • Usala con parsimonia

    Non trasformare le seasonality adjustments in un’abitudine settimanale. Vanno riservate a eventi brevi e rilevanti, altrimenti l’algoritmo riceve segnali contrastanti e fa più fatica a stabilizzarsi.

  • Imposta una stima solo se hai un’aspettativa chiara

    La fonte di questa aspettativa dovrebbe essere interna: storico di anni precedenti, risultati di promo simili, o comunque esperienza del team sui periodi “forti” o “deboli”. Se non hai alcun riferimento, è meglio restare più prudenti sulle percentuali.

  • Ricorda sempre che è temporaneo

    L’aggiustamento dice a Google che la variazione del conversion rate è limitata al periodo indicato. Terminata la finestra, il sistema torna a considerare i dati come “normali”. Questo significa che non ha senso usare questa leva per compensare problemi strutturali delle campagne o del sito.

  • Preferisci stime conservative

    In caso di dubbio, è meglio comunicare una variazione più contenuta che una esagerata. Un valore estremamente ottimista può far spingere troppo le offerte in un orizzonte molto breve, con il rischio di spesa inefficiente.

  • Verifica che il cambiamento previsto sia “materiale”

    Non esiste una soglia universale nella documentazione: il criterio deve essere interno. Se, storicamente, in certi giorni la differenza sul conversion rate è modesta, forse non vale la pena introdurre un’aggiustamento che aggiunge complessità al sistema.

Nel rapporto con il tuo fornitore o il tuo team interno, puoi chiedere sempre:

  • quale variazione percentuale viene impostata e come è stata calcolata;
  • se esistono dati degli anni precedenti o di eventi simili a supporto;
  • quali sono i rischi se la stima si rivela troppo alta o troppo bassa.

Questo approccio ti aiuta a evitare “interventi creativi” sulle percentuali che non si basano su un reale scenario di business.

Dopo l’evento: controllo, apprendimento e comunicazione interna

Una seasonality adjustment ben usata non finisce con la fine della promo. Il vero valore arriva dal modo in cui gestisci il “dopo”: analisi, apprendimento e processi più solidi per l’anno successivo.

Ecco cosa è utile fare a posteriori, insieme al tuo team o agenzia:

  • Rivedere le metriche chiave

    Confronta la performance durante il periodo della regolazione con quella di:

    • giorni o settimane simili senza adjustment;
    • eventi passati omogenei (se disponibili).

    L’obiettivo non è “dimostrare che l’aggiustamento ha fatto miracoli”, ma capire se ha aiutato l’algoritmo a comportarsi in linea con le tue aspettative.

  • Confrontare stima e realtà

    Metti a confronto la variazione percentuale che avevi comunicato a Google con quella effettivamente registrata sul conversion rate. Questo ti dà un’indicazione preziosa per calibrare meglio le percentuali nelle prossime occasioni.

  • Annotare ciò che hai imparato

    Inserisci queste informazioni in un documento condiviso o in un calendario marketing:

    • data e tipo di evento;
    • campagne coinvolte;
    • percentuale impostata e risultato osservato;
    • eventuali criticità (per esempio ritardi del team vendite, problemi del sito) che hanno influito.
  • Allineare il team e gli stakeholder

    Spiega in modo semplice, a chi non vive in Google Ads tutti i giorni:

    • quando è stata usata una seasonality adjustment e perché;
    • che tipo di aspettative sui risultati sono state impostate;
    • cosa hai imparato e come questo influenzerà le prossime promozioni o periodi di chiusura.

    In questo modo la leva diventa parte di un processo ripetibile “da calendario”, meno legato a iniziative estemporanee e più a una pianificazione year-round.

Nel tempo, questo approccio ti permette di costruire un sistema in cui le seasonality adjustments Google Ads vengono usate raramente ma bene, nei momenti che contano davvero, con aspettative chiare e condivise. E Smart Bidding può fare il suo lavoro giorno per giorno, senza essere continuamente disturbato da segnali contrastanti.

FINE

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